22 aprile 2012

Di pigrizia, nuvole e musica irlandese.

Avrei qualche post informativo da scrivere ma non ne ho per niente voglia, la pigrizia si è di nuovo impossessata di me.

Ora come ora vorrei solo materializzarmi in questo luogo meraviglioso, distendermi sull'erba fresca e assaporare l'aria pulita che mi purifica corpo, mente e spirito.


Nel mentre, sopra i miei occhi le nubi danzano e si rincorrono come ballerine sulle punte, assumendo le forme più strane. Ricordo che alcuni anni fa, mentre tornavamo a casa in autobus dopo la scuola, una persona a me molto cara mi chiese a bruciapelo: "Tu che forme ci vedi nelle nuvole?". Mi lasciò completamente spiazzata perchè non avevo mai pensato alle forma delle nuvole, in realtà forse non avevo neanche mai guardato attentamente il cielo; lei invece lo disse come se fosse la cosa più normale del mondo, con una semplicità tale che non potei fare a meno di rimanere ad ascoltare affascinata le sue bizzarre fantasie. Sapevo di avere a che fare con una persona unica nel suo genere ed episodi come questo non facevano che confermarlo, ma sul momento – presa dai miei problemi e dalle mie insicurezze - non mi resi completamente conto del tesoro che possedevo, prezioso e allo stesso tempo fragile come una sottile foglia d'oro, così finii per perderlo come polvere nel vento.

Oggi, sulla cima della mia scogliera immaginaria, cerco di dare una forma a quelle nuvole che mi oscurano la mente, in modo che non mi facciano più paura. Se avessi una bacchetta e potessi esclamare "Riddikulus! " come un mago di fronte a un Molliccio forse sarebbe più facile, ma non mi lamento; anch'io ho il mio strumento personale che sto imparando ad usare e l'immediatezza del risultato è direttamente proporzionale al mio impegno. E poi non tutte le nuvole minacciano pioggia e la pioggia non sempre è così male come sembra: è parte della natura ed è necessaria per irrigare la terra che darà nuovi frutti, così come le sofferenze sono fasi della vita che possiamo trasformare per giungere a una rinascita.
Oggi, sulla cima della mia scogliera immaginaria, le nubi a poco a poco si dissipano, lasciando spazio a un cielo di un azzurro così splendente che m'illumina il cuore.

Al calare della sera mi rifugio in un Irish pub sgangherato ma accogliente - magari in compagnia di qualche raggle-taggle gipsy incontrato lungo la strada - e gustando un paio di birre* lascio che la trascinante musica irlandese risvegli il sangue ristagnante nelle mie vene. E mi sfogo in una danza matta senza freni né vergogna, senza conoscere i passi nè le parole, senza pensare ai giudizi altrui.
Per una buona volta vorrei lasciarmi guidare solo dal mio istinto.




*ricordo che la Guinness, con mio sommo dispiacere, non è vegan perchè chiarificata con colla di pesce...in cambio ho sentito parlare di una valida alternativa cruelty-free, la Dungarvan ;)

2 commenti:

Mamma Vegana ha detto...

Ciao! Grazie per essere passata a trovarmi! Bella l'Irlanda... bel sogno ancora rimasto, appunto, un sogno. Sono anni che vorrei andarci, prima o poi... Ma la foto della scogliera mi ha ricordato molto Finis Terrae, in Bretagna, là dove guardando l'oceano ho lasciato il cuore. Tornerò di sicuro a trovarti. A presto!
P.S. il gioco della forma delle nuvole era tra i miei preferiti in viaggio da bambina. Anche ora mi piace sdraiarmi su un prato col naso all'insù e fantasticare

fairy_maila ha detto...

Purtroppo l'Irlanda è ancora un sogno anche per me, ma non per molto spero! Sai da quel giorno ho iniziato a guardare il cielo più spesso (troppe volte scoprendolo striato di scie chimiche, ma questa è un'altra storia)...effettivamente si crea una sorta di magia nel fermarsi e osservare il mondo attorno a noi, specialmente oggi che siamo tutti presi dalla frenesia quotidiana e non facciamo più caso alle cose semplici. Grazie a te per essere passata :)