13 maggio 2012

Auguri a TUTTE le mamme!






Il problema non è:
"possono ragionare?"
né "possono parlare?"
ma "possono soffrire?"

(Jeremy Bentham, filosofo inglese)

22 aprile 2012

Salva la Terra oggi...

...e se ti capita anche domani. Da leggere!

http://www.ecoblog.it/post/15351/earth-day-2012-giornata-della-terra-concerti


Di pigrizia, nuvole e musica irlandese.

Avrei qualche post informativo da scrivere ma non ne ho per niente voglia, la pigrizia si è di nuovo impossessata di me.

Ora come ora vorrei solo materializzarmi in questo luogo meraviglioso, distendermi sull'erba fresca e assaporare l'aria pulita che mi purifica corpo, mente e spirito.


Nel mentre, sopra i miei occhi le nubi danzano e si rincorrono come ballerine sulle punte, assumendo le forme più strane. Ricordo che alcuni anni fa, mentre tornavamo a casa in autobus dopo la scuola, una persona a me molto cara mi chiese a bruciapelo: "Tu che forme ci vedi nelle nuvole?". Mi lasciò completamente spiazzata perchè non avevo mai pensato alle forma delle nuvole, in realtà forse non avevo neanche mai guardato attentamente il cielo; lei invece lo disse come se fosse la cosa più normale del mondo, con una semplicità tale che non potei fare a meno di rimanere ad ascoltare affascinata le sue bizzarre fantasie. Sapevo di avere a che fare con una persona unica nel suo genere ed episodi come questo non facevano che confermarlo, ma sul momento – presa dai miei problemi e dalle mie insicurezze - non mi resi completamente conto del tesoro che possedevo, prezioso e allo stesso tempo fragile come una sottile foglia d'oro, così finii per perderlo come polvere nel vento.

Oggi, sulla cima della mia scogliera immaginaria, cerco di dare una forma a quelle nuvole che mi oscurano la mente, in modo che non mi facciano più paura. Se avessi una bacchetta e potessi esclamare "Riddikulus! " come un mago di fronte a un Molliccio forse sarebbe più facile, ma non mi lamento; anch'io ho il mio strumento personale che sto imparando ad usare e l'immediatezza del risultato è direttamente proporzionale al mio impegno. E poi non tutte le nuvole minacciano pioggia e la pioggia non sempre è così male come sembra: è parte della natura ed è necessaria per irrigare la terra che darà nuovi frutti, così come le sofferenze sono fasi della vita che possiamo trasformare per giungere a una rinascita.
Oggi, sulla cima della mia scogliera immaginaria, le nubi a poco a poco si dissipano, lasciando spazio a un cielo di un azzurro così splendente che m'illumina il cuore.

Al calare della sera mi rifugio in un Irish pub sgangherato ma accogliente - magari in compagnia di qualche raggle-taggle gipsy incontrato lungo la strada - e gustando un paio di birre* lascio che la trascinante musica irlandese risvegli il sangue ristagnante nelle mie vene. E mi sfogo in una danza matta senza freni né vergogna, senza conoscere i passi nè le parole, senza pensare ai giudizi altrui.
Per una buona volta vorrei lasciarmi guidare solo dal mio istinto.




*ricordo che la Guinness, con mio sommo dispiacere, non è vegan perchè chiarificata con colla di pesce...in cambio ho sentito parlare di una valida alternativa cruelty-free, la Dungarvan ;)

28 marzo 2012

La mines-torta.


Avete presente quando avanza del minestrone e alla sola idea di scaldarlo e mangiarlo al solito modo vi si chiude lo stomaco? O quando i bambini (o i fidanzati schizzinosi, garantisco io) fanno un sacco di storie e piuttosto che mangiare quella minestra si butterebbero dalla finestra? Bene, allora ci capiamo ;)
Ecco a voi come ho trasformato il minestrone avanzato l'altra sera:

Ingredienti (per due torte):
- 400 gr di farina a scelta (non avevo l'integrale altrimenti avrei usato quella)
- 8 cucchiai di olio evo
- 1 cucchiaino di sale fino
- acqua e vino bianco q.b.
olio di gomito
***
- minestrone avanzato (ne avevo un bel po')
- 4 cucchiai di olio evo
- 4 cucchiai di farina bianca (anche di riso)
- 2 bicchieri e mezzo di latte vegetale
- sale, noce moscata, prezzemolo

Procedimento:
Per prima cosa bisogna preparare la pasta brisée. Sul web trovate un sacco di ricette, la mia non è ancora perfezionata ma ve la dico lo stesso: unite il sale e l'olio alla farina e iniziate ad impastare sfregando bene tra le dita; dopodiché aggiungete vino bianco e acqua fredda q.b. per poter impastare brevemente e ottenere una bella palla elastica, che metterete a riposare in frigo per una mezz'oretta.
Preparate poi la besciamella, anche qui ognuno ha la sua ricetta e il suo procedimento: io faccio una "pappetta" con l'olio e la farina, poi aggiungo il latte (a freddo) e giro bene con la frusta per eliminare i grumi; infine metto sul fuoco basso e faccio addensare continuando a girare. A fine cottura aggiungo il sale, la noce moscata e le spezie o le erbe che più mi aggradano; in questo caso ho messo solo del prezzemolo perchè dovevano mangiarla anche i miei fratelli ai quali non piace il piccante, altrimenti se fosse stato per me avrei messo anche del peperoncino, anzi, avrei usato direttamente l'olio piccante invece di quello normale.
Lasciate raffreddare, accendete il forno e tirate la pasta bella larga in modo da poter fare i bordi rialzati. Mettetela nello stampo (il mio è da 24 cm), bucherellate con una forchetta e infornatela vuota a 180° per 20 minuti, in posizione bassa. Se dovesse gonfiarsi troppo metteteci sopra dei legumi secchi che fanno peso. Nel frattempo scolate il minestrone dall'acqua di cottura e amalgamate con la besciamella. Quando la pasta è pronta metteteci dentro il composto (se avete del pangrattato potete cospargerlo sulla base, in modo che durante la cottura assorba un po' i liquidi che inevitabilmente si formeranno) e poi rinfornate per altri 20 minuti a metà altezza. Infine spostatela sopra e lasciate gratinare per 10 minuti (poi il tempo dipende dal vostro forno). Servite tiepida, magari preceduta da un'insalata fresca con verdure di stagione (qui trovate una tabella riassuntiva). Mio fratello di 12 anni ha detto che era buonissima e mi ha chiesto di rifarla, fidatevi ;)

Diciamo che col minestrone (e in generale con tutte le verdure avanzate) ci si può sbizzarrire: ad esempio la prossima volta vorrei provare ad aggiungere del riso e fare le crocchette, oppure una crema spalmabile, o ancora  aggiungerlo alla pasta fresca...e siccome in casa mia è onnipresente e spesso e volentieri ne rimane un bel po', non mi resta che provare!

Agli ordini del Capitano Onoff.

Qualche giorno fa, visitando il blog di una mamma che fa scuola parentale, sono incappata in un racconto molto carino e divertente, che in realtà non ha a che fare con l'home schooling ma parla di un argomento che comunque mi sta molto a cuore: il "rapporto" tra bambini e televisione. Fermo restando che la tv fa male anche ai grandi - i quali oramai  vivono in simbiosi col tubo catodico e si bevono qualsiasi cosa essa dica - sui bambini ha un effetto a dir poco disastroso! Questo è il link del post, leggete e diffondete, ne vale la pena ;)


25 marzo 2012

Di primavera e neopaganesimo.

Il 21 marzo (o il 20 in casi eccezionali) inizia la mia stagione preferita, la PRIMAVERA. Avrei voluto pubblicare questo post il giorno dell'equinozio, ma i problemi tecnici del mio pc non me l'hanno permesso; ora scrivo da quello delle mie sorelle che nonostante abbia una tastiera del '15-'18 e il brutto vizio di spegnersi a caso sembra funzionare meglio del mio.



L’equinozio di Primavera rappresenta il rigenerarsi della Vita, il risveglio della natura, la fertilità della terra. Adoro il tepore di questa stagione, che riscalda gentilmente corpo e anima dopo i malesseri dell'inverno (in effetti credo di essere leggermente meteoropatica); adoro fare merenda all'aperto, gli alberi fioriti, gli uccellini che cinguettano, i giri in bicicletta quando la pigrizia non prende il sopravvento; adoro poter respirare a pieni polmoni senza che mi si congeli il cervello e godere del sole sulla pelle prima che l'umidità estiva mi trasformi in una spugna ambulante. Anche la terra inizia a preparasi per dare i frutti e gli ortaggi che preferisco.
L’equinozio è simbolo di rinascita e passaggio, cambiamenti positivi e speranza...non a caso la Primavera Araba viene denominata così.

Perchè neopaganesimo? Perchè sono sempre più affascinata dall'approccio naturalistico e umanistico all'esistenza celebrato da questi movimenti religiosi di origine per lo più celtica. Mi piace il fatto che la Natura sia celebrata - e quindi rispettata - come forza motrice della nostra esistenza; in fondo senza di Lei non saremmo qui. I neopagani celebrano otto feste (sabbat) che simboleggiano i cicli della natura, rappresentati dalla Ruota dell'Anno, e l'equinozio di primavera coincide con uno dei quattro sabbat minori, OSTARA.

Da celtical.it:
Astronomicamente l’equinozio di primavera (in gallese Alban Eiler, luce della Terra) [...] è il momento della rinascita anche dei nuovi progetti, è il momento in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo. E’ il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità, rinascere con la Natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme. Non dimentichiamo che le festività avevano sempre una duplice valenza: la prima riferita ai mutamenti ciclici stagionali della terra, ai quali corrispondeva un ugual simbologia per i mutamenti nell’animo dell’umano.


Il senso di Ostara è rinascere, riconoscersi, ricominciare a gioire e vivere.
Perciò è davvero arrivato il momento che questa fatina si rattoppi le ali spezzate e inizi a volare.

19 marzo 2012

Tra il dire e il fare...c'è di mezzo il DETERMINARE.

Affronta la sfida...di cosa hai paura?
Del ridicolo? Del cambiamento? Paura di qualcosa di nuovo?
Che la paura non ti immobilizzi!
Abbi il coraggio di uscire dalla tua confortevole scomodità,
c'è meglio di questo stato di tranquilla disperazione.
Sfidati a concretizzare i tuoi sogni.
Ti incoraggio a lottare per essi, immagina chi vuoi essere, fai un piano,
metti date, fissa le mete, le tappe, recita daimoku.
Non dimenticare che il successo è per coloro che lottano
minuto per minuto, giorno per giorno, anno per anno.
Cerca, investiga, mettiti all'opera.
Non dimenticare mai che un sogno senza azione è un'illusione.
Inizia a fare il necessario, poi quello che ti è possibile.
Ad un tratto ti troverai a fare l'impossibile.

(D. Ikeda)


12 marzo 2012

Deodorante al bicarbonato.

Con questo post voglio inaugurare una nuova categoria: auto-produzione cosmetica FOR DUMMIES.
Scherzi a parte, nulla da dire sulle ricette da cui prendo spunto che sono assolutamente valide...il problema è la mia palese incapacità nel riprodurle. Vi basti sapere che ho un pacco di semi di lino parcheggiati nella dispensa da più di un anno perchè non mi arrischio a rifare il gel dopo una discreta serie di prove fallimentari ù.ù
Comunque questa volta è andata decisamente meglio: riuscita al primo colpo :) e per questo devo ringraziare Simona C. di Veganblog che ha postato questa ricetta tanto semplice quanto efficace! Si tratta di una soluzione satura di acqua e bicarbonato; io non ho messo nemmeno gli oli essenziali perchè - a parte che non li avevo - non li ritengo necessari in quanto la funzione principale del deodorante è quella di non lasciar passare i cattivi odori e non di profumare. Devo dire che sono soddisfatta di quello che ho ottenuto, sembra funzionare bene (poi vedremo coi veri caldi, ahimè) e ho notato che se anche dovessi sudare un po' la pelle non puzza...sudore profumato, che gioia *.* ahah vabbè l'ascella pezzata non è certo bella a vedersi - anche se senza odori - quindi forse per l'estate dovrò trovare qualcosa di più strong, ma per il momento vi presento il mio gioiellino:


11 marzo 2012

Weekly Pills & Women's Day.


Anche questa settimana voglio dedicare lo spazio Weekly Pills a un argomento che mi sta a cuore e di cui si è parlato - e abusato - proprio in questi ultimi giorni: le donne e la fantafesta a loro intitolata.
Ma prima veniamo alle piccole cose che hanno reso speciale la mia settimana:
  • il riavvicinamento tra me ed Ale
  • un piacevole pomeriggio con due vecchi amici e la meravigliosa figlia di uno di loro
  • un altrettanto piacevole pomeriggio a casa della Marica
  • il mio primo esperimento riuscito di auto-produzione cosmetica (di cui parlerò prossimamente)

E per quanto riguarda l'otto marzo? L'otto marzo, lotto sempre!


Un gioco di parole per esprimere ciò che mi frulla nella zucca in questa giornata di "festa"; una piccola frase che racchiude in sè un fiume in piena. C'è da dire che sono una persona piuttosto criptica quando si tratta di esprimere opinioni personali, ultimamente più che maimi limito a condividere notizie su facebook - commentando ermeticamente o non commentando affatto - mi mordo la lingua per evitare discussioni con chi la pensa diversamente da me e ogni tanto mi sfogo qui con un post al limite dell'essenziale. La verità è che sono stufa: stufa di ripetere sempre le stesse cose, di essere derisa per le mie idee, di non vedere uno straccio di cambiamento; stufa delle persone che parlano sopra blaterando versi che neanche i bambini di cinque anni (solo perchè vogliono aver ragione ma non sanno cosa dire e allora finiscono per urlare e insultare); stufa di chi predica bene e razzola male; di chi ignora deliberatamente la realtà o di chi fa finta d'interessarsi alle cose ma poi quando c'è da agire concretamente si tira indietro perchè non lo riguarda da vicino o perchè "tanto è inutile". E tornando all'otto marzo, sono stufa e arcistufa delle masse di donne lobotomizzate che hanno trasformato una giornata simbolo della lotta per l'emancipazione femminile in un elogio al conformismo, donne che "il massimo della libertà è uscire senza uomini al seguito" e "il massimo della ribellione è sbavare davanti a uno squallido spogliarello dei quattro figaioli di turno". Tralasciando il fatto che la mimosa è il fiore più triste e puzzolente che abbia mai visto (ma ciò nonostante ne ho tenuto un rametto nella libreria fino a qualche mese fa perchè me l'aveva regalata mio padre l'anno scorso - dai non sono così cinica come sembra, in fondo quella è la meno!).
Citando una blogger di cui ho letto un articolo a tal proposito: "Non sarebbe stato più coerente dedicare quel giorno all’informazione e al dibattito su temi reali legati alla donna? Disoccupazione femminile, maternità, sicurezza e ancora, le donne della storia, della letteratura e dell’arte, aggiungendo ovviamente uno studio sul ruolo sociale della donna nella collettività."
E aggiungo: non sarebbe più coerente dare spazio e voce alle donne oppresse, discriminate, stereotipate? Alle donne che reagiscono e che lottano per i loro diritti sfidando anche il carcere o la morte?

A tal proposito vi lascio con due video apparentemente agli antipodi, ma legati comunque da un filo conduttore comune: la denuncia sociale delle offese alla dignità femminile, in qualsiasi modo vengano esse perpetrate.






Seitan ai funghi.

Un classico! Sul web ci sono millemila ricette di seitan, anche migliori del mio, ma io sono come i bambini: se non contribuisco col mio pasticcio non sono contenta xD (scusate ancora per la foto orrida ma al momento è quello che posso permettermi).




Ingredienti (per 3/4 persone molto affamate):
- 1 kg di farina (io uso la manitoba che contiene più proteine e glutine)
- acqua q.b.
- insaporitore per arrosti (o quello che preferite)
- brodo vegetale
- 1 kg circa di funghi champignon freschi
- mezzo bicchiere di vino bianco
- olio evo (un cucchiaio a persona)
- 1 o 2 spicchi d'aglio
- peperoncino
- salsa di soia
- prezzemolo

Procedimento:
Come prima cosa mettetevi nell'ordine di idee che se lo preparate la mattina presto sarà pronto per cena; se invece lo volete per pranzo dovete iniziare la sera prima. Fatto? Bene, allora rovesciate la farina sulla spianatoia o in una ciotola capiente o nell'impastatrice (deo gratias File:Asd.gif) e cominciate a impastare con acqua  tiepida aggiungendone un po' alla volta. Attenzione al dosaggio perchè un minuto prima sembra il deserto del Sahara e quello dopo una melma paludosa! Io per un kg ho usato circa 600 ml. Una volta ottenuto un bel panetto omogeneo mettetelo in una ciotola, ricopritelo con altra acqua tiepida e lasciatelo riposare per almeno 8 ore. Questo riposo permetterà al seitan di diventare più morbido ed elastico.
Trascorso il tempo necessario riprendete il vostro bambino farinoso e sciacquatelo. Cosa s'intende con sciacquare il seitan? Ognuno si organizza come meglio crede, io faccio così: metto la ciotola col seitan dentro il lavandino e di fianco uno scolapasta in cui appoggiarlo al cambio dell'acqua, poi inizio a lavorarlo...avete presente come fanno i gatti quando "impastano"? Ecco uguale! Non preoccupatevi se è viscido e scivola dalle mani, nel giro di poco inizierà ad essere più compatto. Cambiate l'acqua alternando calda e fredda e continuate a lavorarlo strizzandolo bene tra le dita in modo da fare uscire tutto l'amido. Con un po' di allenamento ci vorranno circa 20 minuti e capirete di aver finito quando l'acqua sarà trasparente, l'importante è terminare con un risciacquo freddo. Volendo sarebbe una buona cosa tenere da parte l'acqua dei risciacqui per fare un bel bagno ammorbidente, annaffiare le piante, addensare i sughi oppure si può recuperare l'amido e usarlo per successive preparazioni (qui un esempio); io se mi azzardassi a fare una cosa del genere a casa dei miei credo che mi sottoporrebbero a un TSO, quindi sto rimandando le sperimentazioni a quando andrò a vivere da sola o con Ale (che ormai è a conoscenza delle mie stramberie perciò no problem!).
A questo punto potete insaporirlo con sale e/o spezie (io uso un insaporitore per arrosti) cercando di far penetrare il condimento all'interno. Avvolgetelo poi in un panno pulito legando le estremità con dello spago. Se avete la calza per arrosti beati voi, io me la sogno di notte! Nel frattempo avrete preparato un brodo vegetale (l'ideale sarebbe aggiungerci anche un pezzetto di alga kombu che apporta una ricca dose di minerali ma io non l'avevo) il quale brodo si potrà poi riciclare per minestre, zuppe, risotti oppure congelare e riutilizzare per il successivo seitan. Quando bolle buttateci dentro il vostro insaccato cruelty-free e fatelo cuocere per 45 minuti circa. Ora sta a voi: se lo volete più compatto lasciatelo di più dentro al panno e liberatelo verso fine cottura, se invece vi piace più spugnoso potete liberarlo appena avrà preso la forma, dopo circa un quarto d'ora.
Una volta pronto toglietelo dal brodo e lasciatelo raffreddare leggermente per poi tagliarlo a fette (se non è necessario tagliarlo subito si può lasciare nel liquido di cottura); intanto lavate, tagliate e preparate i funghi come più vi piacciono: io li ho semplicemente trifolati con aglio, olio, peperoncino e vino bianco. A metà cottura aggiungete il seitan a fette nella padella coi funghi, sfumate con abbondante salsa di soia e lasciate insaporire per una decina di minuti girando ogni tanto. Una spolverata di prezzemolo alla fine (io l'ho dimenticato ù.ù) et voilà!

Per maggiori informazioni sul seitan potete chiedere a google, qui comunque trovate un buon riassunto e anche altre informazioni sull'essere vegetariani: http://www.seitangourmet.it/

5 marzo 2012

No Tav Pills.

Questa settimana ho deciso di dedicare lo spazio Weekly Pills alla lotta NO TAV, citando questo articolo che riassume sommariamente quanto successo in questi ultimi giorni: giorni di scontri e soprusi degni delle peggiori dittature mondiali, giorni di paure ma soprattutto di coraggio, di perdite materiali ma anche di vittorie personali, di determinazione e d'inaspettata ma graditissima unione popolare (quella vera, non quella sancita da una presunta unificazione che ancora oggi viene continuamente calpestata).

http://www.notav.info/top/la-settimana-che-sconvolseil-paese/

La bussola d'oro.

Mi sono già innamorata di questo film  ora aspetto solo di avere i soldi per potermi comprare i libri...


‎"Guerra? Non ho sentito voci di una guerra."
"Le sentirà. E' anche la sua guerra, che lei lo sappia o no."
"E su che sarà la contesa?"
"Nient'altro che il libero arbitrio."

27 febbraio 2012

Weekly Pills.


Chi non muore si rivede! Ho saltato due settimane, lo so, ma considerato che sto vivendo un periodo di semi allontanamento da Ale, in famiglia le cose vanno di male in peggio, del lavoro neanche a parlarne e per di più mi si è rotto il caricabatterie del portatile e quindi devo scroccare il pc delle mie sorelle quando loro non ci sono...beh, ultimamente questa rubrica non aveva molta ragione d'esistere. Inoltre, come insegna il Buddismo, non dovremmo cercare la felicità nell'estasi momentanea data da un avvenimento piacevole o dalla realizzazione di un desiderio, bensì dovremmo mirare alla felicità assoluta, quella data dallo stato vitale di buddità che ci fa vedere tutto con occhi diversi. Insomma, sono stata anche indecisa se continuare o meno con questo esercizio, ma sono giunta alla conclusione che non ci sia niente di male nel provare felicità per le piccole cose quotidiane, l'importante è non esserne dipendenti e adoperarle per la nostra rivoluzione umana. Indi per cui, ecco le Weekly Pills di questi ultimi giorni:

  • la telefonata della Marica e le sue frasi d'incoraggiamento tratte dalla metamedicina
  • il regalo che mi hanno fatto Perla e Martina
  • la mail che ho scritto a mio fratello e tutte le buone cause che sto cercando di mettere al riguardo
  • lo psico che mi ha spinto a guardare i miei difetti da un altro punto di vista
  • il colloquio con la tizia dell'ufficio di collocamento che mi ha fatto capire gli errori che facevo nello scrivere il curriculum e soprattutto mi ha detto che devo specificarvi anche i 3 anni inconclusi (ma non inconcludenti) alla sslmit...almeno non è stato completamente tempo perso!
  • un vecchio amico sclerato che è venuto a trovarmi
  • una bellissima serata con le mie ex compagne (e tutt'ora amiche) di università
  • l'ansia di dover spiegare l'argomento al meeting leo che si è trasformata in gratificazione

Voglio concludere con questa immagine, che mi sta accompagnando da un po' di tempo sul mio profilo facebook e che in una sola frase racchiude tutto ciò su cui sto cercando di lavorare ultimamente:


Namaste.

26 febbraio 2012

Tutto il mio sostegno.


A distanza, sentendomi terribilmente impotente, ma ci sono anch'io.

16 febbraio 2012

Hombre (y mujer) libre.

Ho passato quasi tutto il pomeriggio a cercare annunci di lavoro (nonostante la proverbiale ansia che questa cosa mi provoca) poi entro su facebook e per tutta risposta incappo nel seguente video:




C'è bisogno di ulteriori spiegazioni?

8 febbraio 2012

Good question!

Sono sempre più in fissa con le random pics che trovo in giro per la rete. Questa, in particolare, mi fa pensare a un bell'articolo sugli ecovilaggi che ho letto oggi...dateci un'occhiata, ne vale la pena ;)

6 febbraio 2012

Missing you so much...


I hope you're feeling happy now
I see you feel no pain at all it seems
I wonder what you're doin' now
I wonder if you think of me at all... 
(Hedonism, Skunk Anansie)

5 febbraio 2012

Questione di pronuncia.

Weekly Pills.


Questa settimana è stata piuttosto tranquilla...ma qualcosa che fa la differenza c'è sempre:

  • il coraggio di fare un piccolo grande passo avanti per la ricerca di lavoro 
  • focaccia e pettole di mia mamma, fatte con pasta madre e lievitazione di 48 ore...tanto buone quanto peccaminose *.*

  • iniziare e terminare la lettura de Il budda nello specchio
  • lei 

  • il blog di scuolalibertaria (davvero interessante, dovrò assolutamente leggere qualcosa su questo tipo di pedagogia)
  • ricevere il mio primo blogger award
  • contattare una vecchia blog-amica che non sentivo da più di un anno
  • il paesaggio di bianco vestito...molto suggestivo, veramente, però c'è da dire che mi trovo in una delle zone più colpite d'Italia, ora anche basta ;)

4 febbraio 2012

Wonder Women.

Sì, avete letto bene: Wonder Women, al plurale. Ovvero, storie di donne senza superpoteri che con la loro benevolenza, intelligenza e determinazione riescono a salvare - in senso lato - una serie di vite umane: che si tratti di risvegliare le coscienze addormentate dall'integralismo religioso, aiutare un'amica che subisce violenze dal marito, o indirizzare verso l'autonomia decisionale giovani donne destinate a una vita che qualcun'altro aveva deciso per loro. Insomma, donne che si ribellano alla società che le vorrebbe tutte preconfezionate e che per me sono grande fonte d'ispirazione!

Chocolat l'ho visto per la prima volta due giorni fa, dopo ben 11 anni dalla sua uscita O.O cosa che per una che gestisce un blog con questo nome potrebbe esser quasi cosiderato reato. Lo ammetto: mi ero fatta condizionare dal titolo in francese e dai luoghi comuni e così avevo sviluppato l'errata convinzione che fosse un film per ragazzine, di quelli stucchevoli e banali che farebbero venire il diabete anche a un sasso; invece mi sono dovuta ricredere alla grande! Un mix di realtà e magia, condito da una generosa spolverata di cambiamento e un pizzico di sfrontatezza, che si rivela essere la ricetta perfetta per un film che scava nell'anima dello spettatore, portandolo a riflettere sul piacere di vivere la vita in libertà, senza rigide regole prestabilite e stupidi moralismi che inaridiscono il cuore.
Non ho letto il libro - non ancora - e quindi non so quanto la trasposizione cinematografica vi sia rimasta fedele, però indipendentemente da questo sono convinta che sia un film davvero meritevole e lo riguarderei volentieri. Una scena che mi è piaciuta particolarmente (escludendo quella della festa sulla barca - ehm, ho un'anima un po' gipsy ) è quella in cui Vianne e Anouk fanno roteare uno strano piatto di terracotta chiedendo ai clienti cosa ci vedono dentro. Io ho immaginato un piccolo paesino immerso nel verde...chissà cosa vorrà dire e quale sarebbe la cioccolata adatta a me :) e voi?
PICCOLA AVVERTENZA: il diabete potrebbe venirvi lo stesso se una volta finito il film vi fate prendere dall'astinenza e andate a svaligiare una cioccolateria...





Con Mona Lisa Smile invece sono stata un po' più precoce, credo di averlo scoperto un paio d'anni fa e da allora l'avrò visto altre quattro o cinque volte, l'ultima ieri sera. E' uno di quei film che non mi stancherei mai di guardare perchè tratta di un argomento che mi sta molto a cuore: gli stereotipi di genere.
Cito da filmup: "America 1953. La professoressa Katherine Watson, insegnante di storia dell'arte, si trasferisce al campus di Wellesley, prestigioso college femminile per rampolle dell'alta società. Idealista e armata delle migliori intenzioni, ben presto Katherine è costretta a fare i conti con una realtà conformista, bigotta e repressiva. Le ragazze, infatti, non sono abituate a ragionare in modo indipendente e a seguire le loro attitudini; l'istruzione che ricevono è improntata a renderle future mogli e madri di famiglia impeccabili, il loro traguardo non è tanto lo studio quanto avere un anello al dito nel pieno rispetto delle convenzioni sociali". Non trovo le parole giuste per descriverlo: è un film che insegna, commuove, fa indignare; epica la scena dell'ultima lezione di Katherine in cui mostra le diapositive delle pubblicità sessiste e le studentesse rimangono senza parole! E' un film che nella sua delicatezza nasconde un'anima forte, che non è solo quella di Katherine che vuole aprire gli occhi alle ragazze sul conformismo al quale sono sottoposte o quella di Betty che finalmente si ribella al soggiogamento della madre, ma anche quella di Joan che dopo aver preso in considerazione le sue possibilità per il futuro sceglie autonomamente di rinunciarvi per stare vicino al marito. In fondo ognuno deve prendere la sua decisione, l'importante è che sia fatta in piena consapevolezza, perchè "cambiare per gli altri è mentire a sè stessi".





Voi avete qualche "Wonder Women movie" da consigliarmi? Ecco per esempio un altro bellissimo film che mi viene in mente è Erin Brockovich, la storia vera di una donna che lottò per i diritti di centinaia di famiglie americane contro un colosso industriale che aveva avvelenato le falde acquifere della loro città, provocando una lunga serie di malattie. Non che i soldi possano ridare la salute perduta o l'ambiente distrutto, ma almeno c'è la soddisfazione di aver combattuto per la giustizia!




Aspetto i vostri suggerimenti :)


PS: se anche il protagonista non è una donna ma il film ha tutte le credenziali per essere citato (come potrebbe essere per L'attimo fuggente) è ugualmente benvenuto.

3 febbraio 2012

My 1st blogger award.

Wow che onore, oggi ho ricevuto il mio primo blogger award da parte di Valentina di Deerbunny :) grazie!


Questo giochino consiste nel condividere 7 cose che ci riguardano e poi passarlo ad altri 15 blog che riteniamo interessanti. Here I am!

1) Vivo in una zona di campagna e quando io, i miei fratelli e le mie amiche eravamo piccoli i campi erano il nostro parco giochi: facevamo le esplorazioni manco fossimo Lewis e Clark, superavamo i fossi come si fa con le paure, salivamo sugli alberi per orientarci...e rubavamo anche qualche pesca :asd:
2) Fin dalle scuole medie ho il sogno nel cassetto di fare la scrittrice; tuttavia non ho mai terminato nessuna delle storie iniziate da allora e tutt'oggi non ho l'ispirazione per scriverne di nuove.
3) Adoro cantare ma ogni volta che ci provo mi scoraggio perchè non mi sento all'altezza. Sarà che mi cimento con personaggi del calibro di Amy Lee...
4) Ho intenzione di trasferirmi a Roma al più presto e andare a vivere con Ale, in barba agli insegnamenti cattolici dei miei che avrebbero voluto spedirmi fuori casa solo dopo un rigoroso matrimonio in chiesa.
5) Prima di diventare vegana - più di due anni or sono - ero un'assidua mangiatrice di carne, pesce e latticini; inutile dire che i miei piatti preferiti erano a base di queste cose. Indi per cui, mettetevi una mano sulla coscienza, che se ce l'ho fatta io ce la possono fare tutti!
6) Se i miei amici/parenti/conoscenti scoprissero la mia lista infinita di libri da leggere, saprebbero cosa regalarmi da qui a cinquant'anni ;)
7) Mi piacerebbe far parte di un collettivo specializzato nella diffusione di cultura politica e artistica, stili di vita alternativi, decrescita, veganismo, lotta alle ingiustizie...chissà...

Purtroppo non saprei a chi mandare questo award, perchè sono una novellina e praticamente non mi conosce nessuno...e oltretutto non riesco a commentare nei blog altrui, come farei ad avvisarli?? Me tapina -.-'
Ad ogni modo ne metto qualcuno, casomai passassero di qua (pfff):

Maktuub (ci sei ancora?)

See you!

31 gennaio 2012

Torta morbidosa arance & cioccolato.


La foto fa orrore, lo so, della luce neanche a parlarne ma:
a) doveva sopravvivere a un viaggio in macchina e la vaschetta d'alluminio col coperchio era la soluzione migliore che avevo a disposizione (per quanto cerchi di usare questo materiale il meno possibile);
b) la luce naturale disponibile qui al polo nord alle cinque e mezza del pomeriggio è quella che è...
Dunque, era la prima volta che facevo questa torta e speravo fosse almeno commestibile (le mie precedenti esperienze coi dolci non erano state granchè) e invece devo dire che i complimenti si sono sprecati ^.^ soprattutto dopo aver saputo che non c'erano uova, burro e stavolta nemmeno latte...però esiste ed è tangibile, ve lo giuro!

Ingredienti (per un gruppo di leonardini affamati):
400 gr di farina (qui 300 gr 00 e 100 gr di riso - siccome dovevo portarla a un meeting non ho voluto osare con le integrali)
100 gr di zucchero di canna integrale equosolidale (il mio adorato dulcita *.*)
100/150 gr circa di cioccolato extrafondente tritato grossolanamente
1 bustina di lievito naturale (io ho usato questo)
1 pizzico di sale
scorza di un'arancia (solo se biologica altrimenti fate una bella grattugiata di pesticidi -.-')
spremuta q.b. (5/6 arance, dipende dalla grandezza e dalla capacità di assorbimento della farina, comunque circa 200/250 ml)
80 ml di olio di semi (qui girasole)
zucchero a velo

Procedimento:
L'elogio della semplicità: in una ciotola unite gli ingredienti secchi e in un altra mischiate quelli liquidi, poi versate questi ultimi nei primi e amalgamate per bene. L'impasto deve risultare piuttosto denso, nel senso che fatica a cadere dal cucchiaio. Imburrate la teglia e infornate a 180° per 30 minuti circa (fate la prova stecchino as usual). Praticamente è più il tempo per spremere le arance che per fare la torta in sè per sè! Fatela raffreddare completamente e spolverizzate con zucchero a velo, poi posizionatela su un tavolino e aspettate i complimenti (come sono modesta ahah).

Ciambella di lenticchie al basilico.


Chi l'ha detto che le ciambelle si fanno solo dolci? E che le lenticchie si mangiano solo a zuppa?

Ingredienti (per una tribù indiana):
- 500 gr di lenticchie secche
- una manciata di pomodorini, un gambo di sedano e due spicchi d'aglio
- sale q.b.
- 3/4 cucchiai di farina a scelta
- olio evo
- abbondante basilico
- olio o margarina o burro di soia per lo stampo
- pangrattato (facoltativo)

Procedimento:
Lessate le lenticchie con gli odori e le spezie che preferite (a casa mia di solito si usano aglio, sedano e pomodorini). Aggiungete il sale - preferibilmente marino integrale - solo verso fine cottura per evitare che induriscano. Lasciatele raffreddare qualche minuto e nel frattempo accendete il forno, oliate o imburrate lo stampo e - se volete fare le cose in grande - spolverate di pangrattato che fa un po' di crosticina. Togliete l'acqua in eccesso dalle lenticchie, lasciandole comunque un po' umide, dopodichè conditele con un filo d'olio e frullatele col minipimer (io ho lasciato anche il sedano e uno dei due spicchi d'aglio, così viene più saporita). Aggiungete un'abbondante dose di basilico tritato (vista la stagione ho usato quello surgelato, ma con quello fresco è tutt'altra cosa!) e poi la farina a pioggia amalgamando bene e togliendo i grumi. Armatevi di pazienza e precisione e quindi rovesciate nello stampo e infornate a 180° per 30 minuti circa. Lasciate raffreddare o almeno intiepidire prima di tagliarla a fette e servitela con una porzione di verdura a vostro gusto.
IMPORTANTE: non spolverizzare con zucchero a velo ;)

30 gennaio 2012

Weekly Pills.


In ritardo di un giorno, ma ecco quello che ha reso speciale la mia settimana:

  • un piacevole pomeriggio di chiacchiere e daimoku con Martina, Perla e Monica, seguito da un'altrettanto piacevole serata di studio sul karma
  • le rilassanti e divertenti lezioni di yoga
  • la telefonata della Marica
  • un buonissimo the al cocco dal profumo inebriante (peccato che il blog non abbia la funzione olfattiva!)

  • un incontro bizzarro ma ispiratore sull'autobus
  • far pace con lui dopo aver litigato, riscoprendo ogni volta che siamo uniti più di prima
  • Daphne che ogni mattina miagola dietro la porta della camera per farsi aprire e poi si stende sul letto di fianco a me strusciandosi e facendomi le fusa (ho l'impressione che voglia baciarmi in bocca, ma Ale è geloso e quindi non posso permetterglielo ahah)
  • io che sbavo su una foto di Gael Garcia Bernal e la Gloria che condivide il mio commento sconcio (nunsepoddì :asd: )

  • il sorriso di mia mamma, quelle volte che lo vedo
  • riguardare le foto di quando eravamo piccoli
  • i dreads dietro la nuca che prima o poi farò ♥

  • il blog di pamfantasy (disegni e skarabokki - come lei li definisce -  divertenti, teneri, malinconici, filosofici, animalisti, ANTISPECISTI E VEGANISSSSSSIMI)
  • contribuire alla preparazione dell'argomento per il meeting leonardo, che non a caso riguardava la sostenibilità :)
  • il suddetto meeting condito da tante risate
  • i complimenti ricevuti dai leonardini onnivori per la mia torta arance & cioccolato 100% vegan ;)

28 gennaio 2012

Incontri bizzarri.

Giovedì sera ho preso l'autobus per tornare a casa, era l'ultima corsa della giornata e il mezzo era semivuoto. C'era un autista che non avevo mai visto prima, un tipo sulla quarantina piuttosto anonimo bizzarro (mai fermarsi alla prima impressione) che con una scusa mi trattiene a parlare con lui. Non faccio in tempo ad avvicinarmi che già aveva iniziato uno sproloquio su non so bene cosa, al termine del quale mi fa:
"Tu sei una ragazza curiosa, vero? Lo vedo dagli occhi..." e si lancia in un incasinato racconto dei suoi viaggi in giro per il mondo. Incasinato ma interessante, per quanto la parola prete mi provochi una leggera orticaria. Sì, da quel che ho capito ha viaggiato per lo più come volontario in missioni umanitarie cristiane o roba del genere, ma chi sono io per giudicare? Ha aiutato delle persone e questo è l'importante. Certo è che seguirlo non è per niente facile, non dev'essere completamente normale (in base alla distorta idea di normalità che abbiamo) ma comunque sorrido e annuisco. Mi chiede qualcosa di me e gli dico che conosco le lingue ma che purtroppo non ho viaggiato molto, solo un paio di volte con la scuola in Germania e in Inghilterra e poi...poi beh, ho vissuto sei mesi in Spagna, in erasmus.
"Ah ma allora sei laureata?!"
Mi si rizzano i peli sulla schiena come un gatto furioso, mentre i vermi iniziano a mangiarsi il mio fegato. Ecco l'ansia, il disagio, il batticuore, la salivazione azzerata...che cazzo gli dico?
"No ma ho frequentato per tre anni."
Brava, non sai mentire neanche ad un perfetto sconosciuto. Comunque lui sembra non farci caso ed io già lo adoro. Continua a parlarmi dei suoi viaggi: in Africa ha curato dei bambini ammalati, ha preso le pulci per aver cresciuto una cucciolata di cani e ha regalato tutte le sue mutande agli abitanti del luogo (regalando a me un'imbarazzante immagine dei suoi gingilli al vento sotto i pantaloni); in Sud America ha guidato sulla Carretera de la Muerte; in India ha viaggiato zaino in spalla e ha preso la dissenteria per aver bevuto dell'aranciata col ghiaccio (grazie anche per questa immagine). Ovunque andasse ha conosciuto la gente del posto, ha condiviso colori, sapori e usanze...insomma, ha vissuto esperienze da raccontare. Tra me e me mi sono chiesta quali esperienze avrò da raccontare io della mia vita e la risposta non è stata molto confortante.
Non so se quello che mi ha detto fosse tutto vero, in realtà, ma poco importa. So solo che in quei 20 minuti di viaggio mi ha regalato una grande gioia e soprattutto mi ha fatto venire un'immensa voglia di partire. Ho deciso che voglio cambiare, sconfiggere i miei demoni e intraprendere finalmente la strada dei miei sogni, qualunque essa sia. Non voglio risvegliarmi tra vent'anni e non avere nulla da raccontare, non voglio vivere la mia vita tra rimpianti e lamentele! Come dice questa canzone che ho scoperto stasera (non a caso) grazie ad Ale: "I ain't gonna spend my time wondering why I never made it", non lascerò passare il tempo chiedendomi perchè non l'ho mai fatto!
"Non fare come me, che alla tua età mi facevo mille problemi e mi facevo condizionare da quello che volevano gli altri. Desideravo viaggiare e pensavo che prima o poi avrei l'avrei fatto...ma prima o poi non esiste, esiste solo ora!" mi ha detto prima di salutarmi. Non avrebbe potuto essere più chiaro di così.

Se c'è una cosa che ho imparato in questi ultimi mesi frequentando ambienti buddisti (e qui si svela la mia svolta spirituale) è che il caso non esiste. Se incontri una certa persona non si tratta di una semplice coincidenza ma succede perchè è la persona giusta che dovevi incontrare in quel determinato momento. Sono sempre più convinta che sia la sacrosanta verità.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
(John Steinbeck)

27 gennaio 2012

Non credo sia giusto.



Ieri c'era la Shoah, i Gulag, l'occupazione della Libia, Hiroshima, Nagasaki, l'Armenia...

Oggi ci sono Gaza, l'Afghanistan, l'Iraq, il Darfur, lo sterminio dei Mapuche...

Oggi ci sono anche i cie, gli extracomunitari picchiati per strada, gli omosessuali discriminati, le donne sottomesse, i morti sul lavoro...le catene di (s)montaggio, gli allevamenti intensivi, i laboratori di sperimentazione animale...

Non credo sia giusto ricordare un solo olocausto.

25 gennaio 2012

CO2-NEUTRAL

La prima volta che vidi su un blog uno di quei bottoni con la scritta CO2-NEUTRAL pensai fosse solo una cazzata...o meglio era sì una cosa carina, come dire: "io mi preoccupo delle tematiche ambientali e ve lo faccio sapere", ma nulla di più. Comunque all'epoca era già da un po' che avevo abbandonato il blog, perciò non ci pensai più di tanto e nel giro di poco me ne dimenticai. Poi uscì la storia di Neroogle, il motore di ricerca a basso consumo energetico che riduceva anche lo stress visivo causato dall'eccessiva luminosità degli schermi bianchi. Che figata! Pensai di aver preso due piccioni con una fava - per me che cerco di fare attenzione agli sprechi e sono una mezza talpa - invece si rivelò una fregatura, uno dei motori di ricerca più scrausi che abbia mai provato. Fu così che a malincuore accantonai questa bella iniziativa e tornai da Mamma Google col suo schermo accecante (ah, non fate caso allo sfondo del mio blog, è soggetto a continui cambiamenti)...vi giuro, passare di colpo da uno schermo nero ad uno bianco fa l'effetto di un'onda energetica alla Dragon Ball in pieno viso! Per inciso, ho scoperto da poco un altro motore simile sempre di Casa Google - Go!Nero - che invece sembra migliore; in alternativa o in aggiunta, un nerd di mia conoscenza suggerisce di ridurre manualmente la percentuale di luminosità dello schermo. Resta il fatto che ancora non avevo capito l'esatta relazione tra visitare un sito o fare una ricerca online e la produzione di anidride carbonica.

Dopodichè, due giorni fa riapro il mio blog. All'improvviso mi torna in mente quella storia del co2-neutral così, per curiosità, vado a dare un'occhiata all'iniziativa. E finalmente mi chiarisco le idee:

Quanta CO2 produce il mio blog? 
Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Assumendo 15.000 pagine visite al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l'anno. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server.
 Specifichiamo:
Tutti questi siti, per funzionare hanno bisogno di un server, dieci, cento, mille, milioni di server, tutto in proporzione chiaramente. E di cosa si nutre un server? Energia elettrica. La domanda allora nasce spontanea, da dove viene presa tutta questa corrente elettrica? Esattamente come per la tv, le lampadine e lo scaldabagno, una piccola parte, anzi piccolissima, dalle energie rinnovabili e il resto dal caro vecchio carbone o magari dall’uranio e suo cugino, il plutonio, insieme a quel simpatico tipetto radioattivo che è il torio, insomma elementi che di pulito hanno ben poco. Senza entrare nel dettaglio della fonte nucleare soffermiamoci sul carbone. Il carbone produce notoriamente anidride carbonica, la quale, altrettanto notoriamente, è il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra, andate a vedere. Quindi quando digitiamo su un motore di ricerca, tagghiamo su facebook o leggiamo la mail produciamo CO2. (fonte)
Come fa un albero a neutralizzare la produzione di CO2 del mio blog?
Un albero è in grado di assorbire ogni anno dai 5 ai 10 kg di CO2. Esso, inoltre, ha un'aspettativa di vita di 50 anni circa, perciò possiamo dire che così facendo un blogger riesce ad eliminare la sua impronta ecologica per molti anni a venire.
Come funziona l'iniziativa?
Per ogni blogger che aderirà all'iniziativa, Doveconviene in collaborazione con Iplantatree pianterà un albero in una zona d'Europa coinvolta in un progetto di riforestazione. Il progetto attivo al momento è dislocato a Göritz, in Germania, e gli alberi piantati sono querce.
Detto ciò, per quanto questo sia solo un piccolo gesto, una cosiddetta goccia nel mare, ho deciso di aderire alla campagna co2-neutral. Spero di cuore che tutti voi lo facciate, è davvero semplice e veloce (a meno che non siate puntigliosi come me e per scrivere un post ci impiegate una giornata intera ahah xD).

Extra info: Doveconviene è inoltre utile per consultare e/o ricevere via e-mail i volantini promozionali di molte catene della grande distribuzione, in modo da risparmiare la diffusione di quelli cartacei (spesso cestinati senza neanche averci dato un'occhiata) e salvare così ulteriori alberi. Fermo restando che con questo non intendo certo alimentare il consumismo sfrenato che ci ha soggiogato da tempo...e spero che tutti voi, prima di fare un acquisto, ragioniate consapevolmente e vi comportiate di conseguenza.

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"Sì, una persona può fare la differenza. Ciascuno di noi la fa." (Julia Butterfly Hill, La ragazza sull'albero)

“Arrivato dove desiderava, cominciò a piantare la sua asta di ferro in terra. Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco. Piantava querce. Gli domandai se quella terra gli apparteneva. Mi rispose di no. Sapeva di chi era? Non lo sapeva. Supponeva che fosse una terra comunale, o forse proprietà di gente che non se ne curava? Non gli interessava conoscerne i proprietari. Piantò così le cento ghiande con estrema cura. Dopo il pranzo di mezzogiorno, ricominciò a scegliere le ghiande. Misi, credo, sufficiente insistenza nelle mie domande, perché mi rispose. Da tre anni piantava alberi in quella solitudine. Ne aveva piantati centomila. Di centomila, ne erano spuntati ventimila. Di quei ventimila, contava di perderne ancora la metà, a causa dei roditori o di tutto quel che c'è di imprevedibile nei disegni della Provvidenza. Restavano diecimila querce che sarebbero cresciute in quel posto dove prima non c'era nulla.” (Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi")

Nostri fratelli, immobili, eterni, sereni, consolano le nostre piccole vite.  

22 gennaio 2012

Weekly Pills, the beginning.


Piccola premessa:
Ci tengo a precisare che durante questo periodo in cui non ho pubblicato nulla non mi sono ritirata a vita monastica in un eremo sperduto (tuttavia c'è stata un'inaspettata svolta spirituale nella mia vita, di cui parlerò più avanti) perciò mi sono permessa di continuare a frequentare la rete e di curiosare tra i vari blog che la popolano. Devo ammettere di aver sviluppato un interesse particolare per i food-blog, seguiti immediatamente da quelli di ecologia e auto-produzione, anche se non vado pazza per i siti monotematici. Qualche giorno fa stavo cercando informazioni su come autoprodurre un deodorante a prova di puzzola incazzosa e, tra gli altri, sono incappata in un video di una ragazza siciliana molto carina che si fa chiamare Sciannera. Ok, ormai siamo sommersi di "video carini di ragazze carine che spiegano cose carine", ma il suo canale non è niente male. Potevo forse esimermi dal dare una sbirciatina al suo blog? Ovviamente no ;) e fatto sta che in un certo senso è stato grazie a lei e ai suoi Musa's Box che ho deciso di riprendere in mano il mio vecchio, caro Cuordicioccolata. Il Musa's Box è uno spazio domenicale nel quale si elencano tutte le piccole o grandi cose positive che ci hanno reso la settimana in qualche modo speciale. Credo che sia un ottimo esercizio di positive psychology e quindi, dato il periodo non proprio entusiasmante che sto passando, ho deciso di seguire il suo esempio. Il mio spazio si chiamerà Weekly Pills, ovvero pillole settimanali (sì lo so, fantasiaportamivia -.-') e oltre ai miei momenti speciali raccoglierà anche le cose interessanti scovate sul web (ideuzza ispirata da Sara di Straightedgefam).

Ready? Go!
  • sono rimasta affascinata da una foto della cucina dei miei sogni (grazie a Valentina di DeerBunny)
  • ho trovato il mio adorato dentifricio "schifezze-free" della Esi ancora a prezzo ridotto (unica pecca: la Esi non è inserita nella LISTA VIVO quindi ahimè non sono sicura al 100% che sia anche cruelty-free...però visto che i prezzi di altre marche presenti nella lista per me sono attualmente proibitivi e in mancanza del suddetto dovrei usare un qualsiasi dentifricio vattelapesca che compra mia mamma, pieno di schifezze e con fluoro aggiunto, allora peggio per peggio scelgo questo)
  • sono andata a recitare daimoku a casa di Martina dopo un bel po' di tempo e l'ho fatto col cuore
  • ho visto un meraviglioso video sull'aurora boreale



  • mi sono posta l'obiettivo di partecipare, in futuro, ad uno di questi progetti di volontariato: Sadhana Forest, Yap, Ecoteer
  • ho realizzato una serie di ricette ben riuscite (polpette zucca & tofu, ciambella di lenticchie al basilico, pasta con crema di broccoli & ricotta di soia, risotto panna & radicchio, vellutata di piselli) e altre da migliorare (scaloppine di seitan al limone, crostata cacao & pere)
  • ho ricevuto un messaggio inaspettato da parte di un'amica che mi ha commosso
  • Ale mi ha detto che quando sta con me si sente come John Travolta in "You're the one that I want" ahah <3
  • ho scoperto che alcune persone a me vicine mi vedono migliorata da quando mi conoscono (ovvero poco più di un anno) nonostante io mi senta sempre peggio
  • ho passato un bel pomeriggio (viaggio compreso) al Kaikan di Bologna per le prove dello spettacolo che faremo il 10 febbraio e nel quale mi dedicherò a... - RULLO DI TAMBURI - cantare!
  • grazie a Martina ho imparato qualche utile esercizio di canto che continuerò a sfruttare anche dopo lo spettacolo
Ebbene sì, questo esercizio mi piace decisamente :)

Still alive.

Sì, sono ancora viva.
Immagino che nessuno si sia accorto della mia assenza in quanto nessuno legge questo blog, ma in fondo va bene così. Qui sono io faccia a faccia con me stessa, io che ho bisogno di esternare gioie e dolori che mi porto dentro, io che cerco di crescere attraverso le parole, io che voglio dare un ordine a quei pensieri confusionari che nella mia testa si accavallano imprecisi. E questo basta.

Ascolto questa canzone, malinconica e incoraggiante allo stesso tempo, e penso che mi calzi a pennello.

Sì, sono ancora viva. Sospesa ma viva.